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mercoledì 31 marzo 2010

Discografia Completa


Con Vito Russo e i 4 Conny [modifica]

45 giri [modifica]

Con gli Showmen [modifica]

33 giri [modifica]

45 giri [modifica]

CD [modifica]

Con gli Showmen 2 [modifica]

33 giri [modifica]

45 giri [modifica]

Con i Napoli Centrale [modifica]

33 giri [modifica]

CD [modifica]

45 giri [modifica]

Da solista [modifica]

Album [modifica]

45 giri [modifica]

12" mix [modifica]

Nuovo Disco: Jnc/Napoli Centrale "Pajsà"

Biografia




James Senese

Gaetano, per tutti James, è nato a Napoli nel quartiere Miano, figlio di James Smith, soldato statunitense afroamericano, e di Anna Senese giovane ragazza napoletana. Esordisce negli anni sessanta con i 4 Conny, gruppo fondato da Vito Russo, i cui componenti sono, oltre allo stesso Russo alla voce, al piano forte e alle chitarre ed a Senese al sax, Mario Musella alla voce e al basso, Nicola Mormone alla chitarra e Ino Galluccio alla batteria; questo complesso inciderà alcuni 45 giri per la King, l'etichetta di Aurelio Fierro.

Già da allora inizia il sodalizio con Mario Musella che proseguirà con l'avventura degli Showmen, ma successivamente non con gli Showmen 2 (il nome del gruppo è lo stesso di una nota marca di attrezzature musicali).

Senese si distingue per il suo virtuosismo ma dove offre il meglio di sé è con i Napoli Centrale, gruppo che fonda insieme all'amico Franco Del Prete, l'album omonimo (si ricorda particolarmente il brano "Pensione Floridiana"), gli album "Mattanza" e "Qualcosa ca nu 'mmore" si caratterizzano per un jazz-rock dalla forte connotazione popolare.

Album di successo, inoltre, "Zitte! Sta arrivanne 'o mammone" del 2001, che si avvalse di importanti collaborazioni, come Enzo Gragnaniello, Lucio Dalla, Raiz.

Ha curato le musiche del film di Ludovico Gasparini "No grazie, il caffè mi rende nervoso" (1982) con Lello Arena e Massimo Troisi, film in cui ha partecipato anche come attore nel ruolo di se stesso, e cantando una canzone dal titolo "Arò Vaje".

James Senese è inoltre uno dei componenti del supergruppo di Pino Daniele (Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Joe Amoruso e Rino Zurzolo) con il quale ha collaborato nei dischi d'esordio; questi grandi musicisti sono recentemente tornati a suonare insieme per l'incisione dell'album di Daniele "Ricomincio da Trenta" la cui pubblicazione è prevista per maggio 2008.

Nel 2005 il libro intitolato Je sto ccà. James Senese di Carmine Aymone ne racconta il percorso di vita e artistico; sul retro di copertina lo stesso Senese parla di sé:


« Sono nato nero e sono nato a Miano, suono il sax tenore e soprano, lo suono a metà strada tra Napoli e il Bronx, studio John Coltrane dalla mattina alla sera, sono innamorato di Miles Davis, dei Weather Report e in più ho sempre creato istintivamente, cercando di trovare un mio personale linguaggio, non copiando mai da nessuno…il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita. »


mercoledì 30 settembre 2009

Storia del jazz

New Orleans, 1919

La storia del jazz, come quella di molti altri generi musicali popolari, soprattutto quelli che affondano le loro radici nella tradizione degli schiavi afroamericani (primo fra tutti il blues), è assai povera di documenti e riferimenti, in special modo per quanto riguarda le origini e i primi anni.
Le prime fonti orali sulla nascita del jazz a New Orleans risalgono ai primi anni del XX secolo mentre le prime fonti scritte al decennio successivo.

Il genere si sviluppò in modo esponenziale tra il 1915 e il 1940, diventando la musica da ballo dominante tra il 1930 e il 1940, anni in cui i brani delle big band si trovavano regolarmente ai primi posti delle classifiche. A questo periodo seguirono diversi decenni in cui il jazz si caratterizzò in maniera crescente come una musica d'arte, tipicamente afroamericana. Nel frattempo il pubblico statunitense del jazz si assottigliò, mentre la musica destava un crescente interesse in Europa e nel resto del mondo.
Questa tendenza, iniziata col movimento bebop nel 1945, raggiunse l'apice negli anni '60 con il movimento free jazz, che mirava all'emancipazione totale del musicista.

Seguì un periodo di involuzione e di marginalizzazione che terminò negli anni '80, durante i quali una generazione di giovani musicisti infuse nuova vita perseguendo diverse tendenze anche in assenza di uno stile dominante: nacquero così diverse scuole di jazz europeo, uno stile main stream, che faceva riferimento al periodo postboppistico degli anni '50, e diverse contaminazioni che proseguivano l'esperienza fusion arrivando ad uno stile che viene detto acid jazz o che guardavano con intreesse a tradizioni musicali etniche in direzione della world music.
Anche l'industria discografica tornò ad interessarsi delle sonorità del jazz - se non della sua estetica - promuovendo vari artisti specialisti di smooth jazz, un tipo di jazz estremamente alleggerito.

La musica jazz rappresenta oggi circa il 3% della produzione musicale nordamericana,[1] ma ha seguaci in tutto il mondo.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La " Musica "


La musica è intorno a noi, non bisogna fare altro che ascoltarla dove le parole finiscono, inizia la musica.

il mio gruppo preferito "Fourplay"

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